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Per comprendere il funzionamento delle fosse nasali bisogna conoscere bene due concetti:
Nella inspirazione tranquilla il flusso dell'aria è praticamente laminare, data la ristrettezza delle fosse nasali.
La presenza di malattie del naso come le deviazioni del setto nasale, l’ipertrofia dei turbinati (gonfiore cronico) e i polipi nasali causano importanti turbolenze e ostacolo al passaggio dell’aria (rinite ostruttiva).
Per un concetto di “economia” il corpo utilizza un solo lato del naso per volta mediante una riduzione di volume dei turbinati nella fossa nasale che respira (diminuendo la quantità di sangue in essi contenuta) ed un aumento di volume dei turbinati nella fossa nasale che non respira (aumentando la quantità di sangue in essi contenuta).
Dopo un certo periodo di tempo il fenomeno si inverte. Questo meccanismo viene definito ciclo respiratorio nasale.
La durata del ciclo nasale è relativamente stabile in ciascun soggetto, anche se è influenzata ovviamente dalle caratteristiche fisiche dell'aria inspirata. Essa oscilla tra le 4 e le 7 ore.
In circa il 15% dei soggetti il ciclo nasale è molto irregolare. Il paziente deve conoscere bene il fenomeno anche per valutare bene gli esiti a distanza degli interventi chirurgici.
In questa sede esistono anche cellule dotate di recettori specializzati che, insieme ad analoghe strutture del rinofaringe e della faringe, collaborano alla percezione dei gusti. La manifestazione più significativa di questo fatto è la percezione del noto fenomeno del "retrogusto".
Ogni malattia del naso che causa ostruzione al passaggio dell’aria può determinare diminuzioni dell’olfatto (ipoosmia) o anche scomparsa totale del senso (anosmia).
Tornando al nostro esempio del condizionatore d'aria, l'aria fredda stimola l'aumento di volume dei turbinati che si riempiono di sangue e cedono calore per riscaldarla, l’aria calda inibisce questo meccanismo. L’aria umida stimola l’aumento di produzione di muco nasale per poterla umidificare, l’aria secca inibisce la reazione.
(Esempio): pensiamo ad esempio alla fastidiosa produzione di muco nasale quando ci troviamo di fronte a situazioni in cui l’aria è molto fredda come ad esempio quando siamo in alta montagna. Il netto aumento della produzione di muco in più che percepiamo è legata al fatto che i turbinati si riempiono di sangue per cedere calore all’aria e le ghiandole nasali aumentano in modo sensibile, talvolta anche fastidioso, la produzione di muco.
Patologie nasali in ogni malattia del naso tutte le funzioni possono essere in parte compromesse.
Ogni atto di chirurgia nasale, in particolare per la correzione del naso “tappato” dovuto a ipertrofia (gonfiore cronico) dei turbinati e a deviazioni del setto nasale, deve tenere in estrema considerazione il rispetto e la conservazione delle funzioni del naso.
È per questo motivo che negli ultimi anni è nata tutta una serie di tecniche chirurgiche mini invasive che da una parte consentono la correzione delle patologie nasali e dall’altra mantengono inalterate le funzioni fisiologiche del naso.
Tra le tecniche più efficaci eseguiamo da anni la devascolarizzazione sottomucosa o svuotamento funzionale dei turbinati con laser a diodi e con radiofrequenza di terza generazione (coblator).
In queste tecniche si utilizza la sola anestesia locale con sedazione e si usano mai i fastidiosissimi tamponi nasali.